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I PUNTI DI FORZA DELLA GERMANIA

Angela Merkel - Caricature

(Photo credit: DonkeyHotey)

Quando il muro di Berlino cadde, a suo tempo, l’evento registrò una portata storica a dir poco epocale. Era la fine di un’era, quella della guerra fredda che proprio in quel muro vedeva incarnato il suo simbolo più famoso. Eppure, con l’unificazione della Germania, Berlino tornata ad essere una sola, singola città, dovette affrontare una crisi economica immane, oggi da molti dimenticata. Si, perchè proprio la zavorra della Germania est, i cui conti spesso erano mascherati dalle autorità centrali, portava con sè una “dote”  di disoccupazione e di povertà che lo sfacelo del comunismo, allora all’apice, aveva creato. Una situazione che il governo tedesco avrebbe dovuto gestire per lungo tempo e che portò ad una drastica riforma del lavoro, caratterizzata da moderazione salariale, orario ridotto e drastici tagli.

Allora fu una situazione difficile che soltanto adesso sta rivelando i suoi lati positivi. Naturalmente un mercato del lavoro particolarmente flessibile non è il solo  punto di merito di una nazione che, a dirla tutta, ha saputo sfruttare ampiamente, e a suo favore, la crisi della moneta unica. Tra gli altri elementi che hanno giocato a favore, anche un innegabile fiuto da parte delle autorità economiche di capire chi, a suo tempo insospettabile, sarebbe divenuto il vero protagonista dell’economia mondiale. Cina ed Est europeo sono stati fidati compagni di mercato di Berlino proprio mentre in Italia, invece, Pechino era demonizzata. Grazie a questo, infatti, la collaborazione fra i due paesi è stata di primaria importanza soprattutto per la potenza asiatica nello scegliere i macchinari che l’avrebbero aiutata nel boom che ha caratterizzato l’andamento degli ultimi 10 anni. A chiudere il quadro positivo, il fatto che le due economie non erano minimamente concorrenti e tantomeno affini per caratteristiche e fondamentali.

Grazie a questa forte impronta basata per lo più sulla diversificazione anche geografica, in una nazione che da sempre si basa sull’export, la Germania ha potuto gettare le basi della sua forza attuale. Naturalmente tutto ciò ha potuto fiorire solo grazie a un substrato fatto di un’industria altamente specializzata basata su colossi leader di mercato a livello mondiale. Peccato che, paradossalmente proprio Berlino sia quella che adesso si trova con una disoccupazione al di sotto del 6%, meritevole eccezione in Italia e con un disperato bisogno di personale tecnico per i numerosi posti di lavoro rimasti vacanti.

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